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L' Europa si ritrova in una crisi senza precedenti che sta spingendo molti dei suoi cittadini nell'incertezza riguardo alla propria esistenza. Il nostro sondaggio, effettuato in tutta l'Unione europea nel marzo del 2020, mentre il coronavirus stava dilagando in tutto il continente, evidenzia che gli europei sono propensi ad abbracciare alcune posizioni radicali.
Uno dei risultati più notevoli è che il 71% degli europei appoggia l'introduzione di un reddito universale di base (UBI). Non meno degno di nota, ma nella direzione opposta, è il fatto che il 53% dei giovani europei è pronto a dare più fiducia a stati autoritari piuttosto che a democrazie quando si tratta di affrontare la crisi climatica. I nostri quesiti sono stati formulati prima che il virus colpisse ma sarebbe interessante approfondire se uno stato d'animo simile si riscontra riguardo alle capacità degli Stati di combattere le pandemie.
I questionari di questa indagine sono stati redatti dall'équipe di ricercatori di Europe Stories, un progetto di ricerca del Programma Dahrendorf per lo studio della libertà al Centro di Studi europei del St Antony's College della Università di Oxford, con la consulenza degli esperti del sondaggio Eupinions della Fondazione Bertelsmann. Il rilevamento è stato effettuato tra il 5 e il 25 marzo 2020 nel quadro dell'inchiesta periodica quindicinale che fa uso delle loro metodologie. Più di dodicimila rispondenti di età comprese fra sedici e 69 anni sono stati intervistati in tutti e 27 gli Stati membri dell'UE e nel Regno Unito che è appena diventato uno Stato ex appartenente all'UE. In breve, possiamo chiamarli "gli europei" pur essendo ben consapevoli del fatto che i nostri risultati non comprendono tutti i paesi europei. Dire "i cittadini UE non sarebbe più esatto, poiché il Regno Unito ha lasciato l'UE. I dati sono stati suddivisi in tre coorti d'età: "giovani (16-29 anni), gli intermedi (30-49 anni) e gli "anziani" (come sono stati considerati dai nostri giovani ricercatori), cioè quelli di età compresa tra i 50 e i 69 anni.
L'Europinions Grandi speranze, scritto da Catherine de Vries e Isabell Hoffmann nel novembre 2019 aveva riscontrato che gli europei erano dell'avviso che il cambiamento climatico, la situazione del mercato del lavoro e la previdenza sociale sarebbero dovute essere tra le prime priorità dell'UE per il futuro. Volevamo esplorare più in profondità il genere di politiche che gli europei si auspicano per le rispettive aree. Come sentono gli europei il loro futuro, in particolare i giovani? Che cosa vogliono che venga fatto? A chi spetta il compito di farlo?